IL SIGNOR CAMILLO APRE LA PRIMA BOTTE DI WHISKY 100% DA FARRO LIGURE
Nel whisky contemporaneo si parla spesso di territorialità, molto meno di filiera. Il primo concetto può fermarsi al racconto, il secondo impone la conoscenza della catena di lavoro dietro ai prodotti.
Tra i progetti più interessanti emersi negli ultimi anni nel panorama degli spirits italiani c’è sicuramente Il Signor Camillo, distilleria nata nel 2022 a Sassello, nell’entroterra ligure del Parco del Beigua UNESCO Global Geopark. Lo scorso Il 17 maggio Il Signor Camillo ha aperto la sua prima botte di whisky 100% da farro ligure.
Il progetto di Diego Assandri ruota tutto attorno alla filiera. La famiglia Assandri custodisce infatti dal 1845 uno storico mulino ad acqua attivo già dal 1830, dove ancora oggi i cereali vengono macinati a pietra. Da qui prende forma un percorso che unisce coltivazione, molitura e distillazione all’interno dello stesso territorio.
Diego Assandri, quinta generazione di mugnai-agricoltori, arriva al whisky dopo anni di studio nella distillazione tra Irlanda, Stati Uniti e Sudafrica e dopo il lancio, nel 2022, del Moonshine dei Monti Liguri, young spirit di granturco che ha già raccolto diversi riconoscimenti internazionali.
La scelta del cereale è tutt’altro che decorativa. In un panorama dominato da orzo, mais e segale, Il Signor Camillo prova a lavorare su una materia prima profondamente legata alla tradizione agricola italiana, cercando di trasformarla in elemento identitario anche dal punto di vista aromatico.
L’approccio produttivo resta volutamente agricolo. I cereali non maltati vengono coltivati nei terreni circostanti, macinati a pietra nel mulino di famiglia e fermentati lentamente prima della doppia distillazione in alambicchi di rame. L’invecchiamento supera i tre anni e avviene in barrique nuove di rovere francese realizzate da Botti Gamba di Castell’Alfero (Asti).
Nel bicchiere il distillato sviluppa un profilo piuttosto personale: frutta matura, penombre citriche e leggere note balsamiche al naso; bocca oleosa e avvolgente, con tracce di legno tostato, cenni erbacei e una chiusura delicatamente affumicata.
La prima release sarà limitata a 628 bottiglie numerate, coerentemente con una produzione che almeno per ora sembra privilegiare identità e controllo qualitativo rispetto alla crescita rapida.
Molti whisky costruiscono la propria narrazione attraverso finish estremi o storytelling ridondanti, Il Signor Camillo sceglie una strada più concreta: partire dal cereale, dal lavoro agricolo e dal territorio. Un approccio che restituisce al progetto un orizzonte preciso e riconoscibile.