UN AMARO PER PORTARE LA DOLOMITES EXPERIENCE NEL MONDO
La precisione nasce spesso dalla più attenta osservazione del contesto che abbiamo intorno. Studio, conoscenza e capacità di tradurre il pensiero in gesti accurati. Tutto questo per dire quanto ci sembri difficile trovare un nome più adatto di Spirito delle Dolomiti per l’amaro di Spiriti Artigiani.
“La prima cosa che abbiamo fatto è stata cercare di capire cosa fossero per noi le Dolomiti” Luca d’Andrea è il fondatore di Spiriti Artigiani, è nato in provincia di Padova nel 1990 e lavora tra vini e liquori da oltre quindici anni. “Per un veneto le montagne sono lo sfondo con cui si viene al mondo. Sono l’orizzonte dello sguardo e il luogo delle fughe con gli amici il fine settimana.
Le Dolomiti sono contemplazione e divertimento, ma ragionando in termini di possibilità aziendali sono anche un’importante rappresentazione del nostro paese nel mondo; al pari della Costiera Amalfitana, della Sicilia e della campagna toscana.”
Spirito delle Dolomiti riconosce questa possibilità e decide di mettere in bottiglia il lifestyle di una delle regioni montane più esclusive del mondo.
“La ricetta si ispira alla tradizione degli amari d’erbe tipici delle Alpi. È balsamico, ha componenti resinose e una coda dolce. Non volevamo fare un prodotto complesso e per pochi palati. Fin dall’inizio l’obbiettivo è stato quello di realizzare una bevuta rivolta a tutti. Aggraziata e autentica, ma senza spigoli. È quello che ti va di bere quando ti fermi in baita durante una sciata con gli amici.”
Eppure le Dolomiti non si ritrovano solamente nella ricetta. La cura applicata ad ogni dettaglio del prodotto parla chiaro: dalla palette di colori scelta per la comunicazione del brand alla ricerca fatta introno alla realizzazione della bottiglia.
“Volevamo un packaging che potesse portare la vera voce della montagna italiana nel mondo. Non doveva però risultare démodé o già visto. La nostra volontà è sempre stata quella di costruire un prodotto contemporaneo, intergenerazionale e dalla vocazione globale. Proprio come lo sono le Dolomiti.
Volevamo che l’approccio alla bottiglia passasse attraverso gesti materici e significativi. É per questo che il tappo è in legno e che sul fondo della bottiglia è scavato un modello tridimensionale delle nostre montagne. Volevamo che prendendo la bottiglia si potesse toccare l’alta quota con mano.”
Mancano pochi mesi all’inaugurazione dei giochi olimpici invernali di Milano-Cortina e per alcune settimane le Dolomiti avranno gli occhi del mondo puntati su loro.
Quando lo spirito di un prodotto viene determinato dallo scenario che lo circonda, il prodotto racconterà lo scenario stesso.
Se andrete a vedere qualche gara durante le olimpiadi, ora sapete anche con cosa accompagnare i rigidi tramonti davanti al Faloria o alle Tofane.