San: il cocktail bar di quartiere

“Un classic cocktail bar di quartiere, nato dal desiderio di dare una seconda vita a un luogo leggendario”, racconta il team che sta dietro al progetto SAN, “abbiamo deciso di prenderci la responsabilità di gestire l’eredità dell’ex pasticceria Supino, per 51 anni punto di riferimento per il vicinato, e di trasformarla in qualcosa di attuale: un bar di aperitivi, un luogo intimo, a pochi passi da Corso Genova, pensato per tenere viva la vita di quartiere”.

Perché SAN?

SAN in onore dei santi dei quartieri vicini, Sant’Agostino e Sant’Ambrogio. Un nome che richiama un immaginario altissimo, in dialogo con un “vestito”, quello esterno al locale, che celebra la
cultura dei graffiti – altra grande eredità del quartiere. Un cortocircuito casuale ma pieno di significato.

SAN è una collezione di cose ereditate, trattate con cura;
è accoglienza e una proposta di bevuta semplice ma ben fatta;
è buon cibo da condividere;
è ricerca;
è selezione, di piaceri, di cibo e di musica;

SAN ha mantenuto alcuni dei codici e dei simboli dell’ex pasticceria traducendoli a modo loro, aiutati dal progetto dello studio KICK.OFFICE.

Il pavimento originale, in granito rosso, è stato conservato, così come le maniglie in ottone a forma di “S”, cerniera tra memoria e presente del luogo. Il cuore dello spazio è un grande bancone in radica con piano in acciaio inox satinato, una presenza solida, citazione dei bar della vecchia Milano. Pensato come una capsula funzionale, questo volume centrale, realizzato interamente su misura, racchiude tutte le attività operative, e diventa il cuore pulsante dell’esperienza sociale. Al centro del bancone si trova la postazione consolle Dj con giradischi, perché anche la musica (su vinile) fa parte della proposta di intrattenimento. Pareti in intonaco grezzo, bancone in radica dal sapore vintage un po’ borghese, una grande lightbox a soffitto che diffonde luca calda come i colori del
tramonto; tavolini in acciaio inox, sgabelli in cemento e panche in radica.

“SAN custodisce l’anima antica dei bar di quartiere arricchendola con una proposta contemporanea, fresca e genuina. La presenza di numerose superfici specchianti, in fondo alla sala, nel retro banco, sulle
insegne, racconta di uno spirito proiettato verso la città e i suoi abitanti. Gli specchi moltiplicano le prospettive e restituiscono l’energia che si respira all’interno dello spazio. Le diverse tonalità di colore, dal mattone al rosso bruno, avvolgono le superfici del locale conferendo energia e calore.
Una delle prime scelte progettuali che abbiamo fatto è stata di conservare il pavimento originale in granito rosso della pasticceria Supino, che con la sua texture familiare è diventato l’elemento di continuità tra passato e presente”.