ROJO X SAN

IL CALORE COME RITUALE

Fondare luoghi in cui le persone abbiano voglia di stare. La collaborazione tra San e Rojo, in programma il prossimo 25 maggio a Milano, parte da una visione comune ai due bar: le carte dei cocktail non possono essere il centro esclusivo dell’esperienza dell’ospite. Al centro deve tornare un linguaggio universale, quasi rituale: il calore.

San è atmosfera. Il locale nato nelle stanze dell’ex Pasticceria Supino ha fondato la propria identità attorno a un’idea di hospitality calda, luminosa e conviviale: non è un caso l’omofonia tra San e l’inglese sun. Qui il design della luce definisce la natura dello spazio e insieme al servizio concorre a costruire l’esperienza all’interno del locale.

Rojo invece è un cocktail bar che racconta il presente di Parigi mantenendo un’anima semplice e accogliente, un locale capace di descrivere una scena complessa senza ricorrere però alle rigidità che troppo spesso ingabbiano chi propone alta miscelazione.

Rojo è poliglotta e cangiante, si presenta con un approccio spiccatamente gastronomico e sceglie le tapas come linguaggio per raccontare la propria poetica. Una forte influenza asiatica negli ingredienti, la convivialità come sfondo e il ricorso al simbolismo nel gergo ne definiscono il personalissimo tratto. Sempre complesso e mai complicato.

Durante la serata, di cui Madre Mezcal sarà beverage partner e Mr Dee Still media partner, il team di Rojo, guidato da Prajith Yadav insieme a Ronaldo Radany e alla chef Airi Oghami, presenterà una selezione esclusiva di cocktail e piatti studiati per l’occasione.

Nel simbolismo del locale parigino il colore rosso è uno sfondo avvolgente e l’uovo il simbolo primordiale scelto sia come vessillo metaforico sia come ingrediente ricorrente.

Nel suo nucleo più profondo, questa collaborazione riflette sull’idea di “terzo spazio”: luoghi che esistono tra casa e lavoro, dove la connessione umana diventa la vera esperienza. San e Rojo interpretano l’ospitalità come un’architettura emotiva, creando ambienti che le persone ricordano non soltanto per ciò che hanno consumato, ma per come si sono sentite al loro interno.

In un presente fatto troppo spesso di ospitalità performativa, SAN x ROJO torna a qualcosa di più istintivo e universale: il calore.