Dandy Drink è un’azienda italiana che produce sodati a Bergamo e che nel 2024 ha imbottigliato oltre ottocentomila bottiglie.
Nasce nel 2021 dall’incontro dei due soci fondatori: Stefano De Gasperi e Cristiano Franzini, uno porta esperienze internazionali di bartending e l’altro un passato nel settore vendite di una grande multinazionale del beverage.
“Io e Stefano ci conosciamo da 25 anni, lui è uno di quei professionisti ossessionati dal prodotto, di quelli che se non trovano qualcosa capace di soddisfarli si mettono a produrre le cose in proprio piuttosto che scendere a compromessi. Non trovava mixer che gli piacessero e così si è messo a produrne di suoi. Piacevano a lui, a me e alle persone che li assaggiavano.
Erano prodotti 100% artigianali e gli ho chiesto se produrne ventimila litri invece di venti avrebbe cambiato la ricetta; lui ha detto di no ed eccoci qua.”
Cristiano racconta la sua azienda partendo dai due pilastri che ne sorreggono l’essenza: l’artigianalità senza compromessi e la volontà di costruire un prodotto premium dove il consumatore sia capace di riconoscere un valore aggiunto.
Nelle ricette utilizzano ingredienti 100% naturali, pesati e miscelati da Stefano con la maestria di uno speziale di altri tempi, ma anche la gasatura dei loro prodotti segue un processo scrupoloso e identitario.
“Le major gasano le bevande durante l’imbottigliamento. È un processo molto più rapido ma la bolla che viene fuori è debole, volatile. Noi ci siamo ispirati ai gasosari di inizio novecento, nel nostro impianto utilizziamo grandi autoclavi dove poter regolare temperatura e pressione, sono gli stessi che si usano per il metodo Martinotti per intenderci. La CO2 si discioglie molto più lentamente nel liquido e le bolle sono più definite e persistenti.”
L’azienda al momento è proiettata quasi del tutto sul mondo horeca con un progetto semplice e ambizioso: diventare un punto di riferimento per i sodati nel fine drinking. “Troviamo assurdo che un gin & tonic venduto a 10/12/15 euro si possa presentare con una tonica acquistabile da Esselunga per 70-80 centesimi.
Bisogna costruire valore se si sceglie di agire in determinate fasce di mercato. I prezzi alti vanno giustificati da tecnica, locale, qualità degli ingredienti e esclusività. Il più delle volte non si racconta la tonica scelta perché questa non ha nulla da raccontare; è la stessa di sempre, quella che compri anche al supermercato.
La tonica deve essere al servizio dello spirito ma c’è modo e modo di farlo. Noi ricerchiamo neutralità di gusto e lo facciamo pesando bene chinino e zucchero, rifiutando i conservanti, e purificando l’acqua che utilizziamo attraverso un impianto a osmosi inversa e a lampade uv. Un’acqua purissima è un presupposto fondamentale per il risultato che ci siamo prefissati.
Ci siamo accorti di andare nella giusta direzione quando alcuni produttori di gin artigianale hanno iniziato a ordinarci i primi bancali di tonica. Dicevano che gli serviva da portare alle fiere per far assaggiare il loro prodotto, che era l’unica che non copriva lo spirito.”
Troppi giri di parole; cercate, assaggiate e fidatevi del vostro palato. Se invece vi piace tanto la tonica mediterranea nel vostro gin & tonic bene così… in bocca al lupo per tutto.