CHAMPAGNE, PROSECCO, CREMANT E PET-NAT: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

CHAMPAGNE, PROSECCO, CREMANT E PET-NAT: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

Champagne, Prosecco, Crémant e Pét-Nat: quattro vini spumanti che condividono la natura effervescente e un forte legame con il territorio, ma che si distinguono per metodi di produzione, origine e caratteristiche. 

I tre metodi principali di produzione – ancestrale, tradizionale e Martinotti-Charmat – rivelano non solo i segreti della loro effervescenza, ma anche l’essenza di ciascun vino.

Metodo ancestrale

Si tratta del modo più antico di produrre vini spumanti ed è considerato il precursore dei moderni metodi di spumantizzazione.

La sua caratteristica principale è la fermentazione naturale: le uve vengono pressate e il succo inizia a fermentare naturalmente in una vasca con lieviti endogeni. Prima che la fermentazione giunga al termine, il succo parzialmente fermentato viene imbottigliato, intrappolando la CO2. Grazie a questo processo si creano bollicine naturali. 

E’ un metodo molto apprezzato da chi cerca vini naturali e artigianali, legati alla tradizione e al territorio. Ne è un esempio il Pét-Nat: abbreviazione di Pétillant Naturel, che in francese significa “naturalmente frizzante”, è un vino che invecchia meno rispetto ai vini spumanti tradizionali e ha un carattere rustico e autentico. In base al tipo di uve utilizzate è disponibile in una varietà di colori, dal bianco al rosato fino al rosso.

Metodo tradizionale

Conosciuto anche come “metodo classico”, è una tecnica di produzione dei vini spumanti caratterizzata da una seconda fermentazione in bottiglia.

Dopo la raccolta le uve vengono trasformate in vino fermo, che viene imbottigliato aggiungendo zucchero e lieviti (liqueur de tirage). Questo avvia la seconda fermentazione in bottiglia, dove i lieviti consumano lo zucchero producendo anidride carbonica, creando così le bollicine. Durante questo processo si formano dei sedimenti di lieviti: le bottiglie, precedentemente sigillate, vengono lasciate riposare e ruotate gradualmente per spostare i sedimenti dei lieviti verso il collo della bottiglia, che vengono poi eliminati durante il dégorgement (sboccatura). 

Viene infine aggiunta una miscela di vino e zucchero per definire il livello di dolcezza finale (Brut Nature, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Dry, Demi-Sec, Doux).

Il vino spumante più famoso al mondo realizzato con questo metodo è lo Champagne: prodotto esclusivamente nella regione dello Champagne, nel nord-est della Francia, è soggetto a regolamentazioni molto rigide che ne tutelano il prestigio, come l’uso di uve specifiche (Chardonnay, Pinot Noir, Meunier).

Anche il Crémant è prodotto con il metodo classico, ma in regioni francesi fuori dallo Champagne, come Crémant de Bourgogne, Crémant d’Alsace, Crémant de Loire. Viene realizzato con varietà di uve diverse, spesso autoctone della regione in cui è prodotto.

Metodo Martinotti-Charmat

Sviluppato da Federico Martinotti nel 1895 e successivamente perfezionato dal francese Eugène Charmat nel 1907, è un metodo simile a quello tradizionale, ma la seconda fermentazione avviene in grandi recipienti di acciaio inox chiamati autoclavi, invece che in bottiglia. 

Consente di ottenere vini con profumi floreali e fruttati, preservando le caratteristiche varietali delle uve. Questo metodo viene usato per realizzare il Prosecco, prodotto in Italia principalmente nelle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, utilizzando in prevalenza uve della varietà Glera.

Segue le regolamentazioni DOC e DOCG: quest’ultima rappresenta una denominazione prestigiosa, garanzia di eccellenza qualitativa.