TRE BOTTI SUL LAGO

Quel ramo del Lago di Como ormai fatica a mostrare sé stesso fuori dalla vulgata destinata al turismo di massa. Una favola, seppur bella, è pur sempre una favola; e realizzare e raccontare un prodotto in un territorio che vive di turismo può essere complesso.

Tivan è un whisky fatto sul Lago e nato dalla volontà di mettere questo paesaggio nel distillato prima ancora che nella sua narrazione.

Piccoli e liberi nelle scelte. Il progetto, frutto della passione verso il whisky dei due fondatori: Andrea Bonacina e Tiziana Gerosa, si mostra da subito come una piccola perla sulle sponde del Lago di Como. Parola ad Andrea.

“L’idea è stata piuttosto semplice: volevamo produrre un whisky capace di omaggiare il nostro territorio e per farlo abbiamo rifiutato di utilizzare il lago come mero elemento di marketing.

Siamo partiti dalla consapevolezza di non poter costruire un impianto di distillazione, l’autofinanziamento era uno dei principi alla base del progetto. Per prima cosa quindi abbiamo cercato un partner dove distillare e lasciare riposare le nostre botti.”

La prima release di Tivan è stata nel 2024: due botti per due distillati sperimentali e molto diversi tra loro.

“Abbiamo deciso di mettere molta attenzione nella selezione delle botti da utilizzare, diciamo che sono state scelte inusuali nell’ambiente del whisky.

La prima è stata una botte in rovere riutilizzata dopo l’impiego da parte di un birrificio locale per la produzione di una birra acida chiamata ciresa, il termine dialettale per ciliegia. Questa ha portato con sé note di frutti rossi che si sono impresse poi nettamente anche nel whisky.

Negli assaggi fatti durante il monitoraggio abbiamo piacevolmente ritrovato una memoria delle dispense di quando eravamo bambini: le ciliegie sotto grappa della nonna, la sensazione che rimaneva in bocca quando, mangiato il frutto, si finiva di pulire il nocciolo tra i denti. Legno, spirito e ciresa. Abbiamo chiamato questo whisky Lago.

La seconda botte è stata un azzardo totale. Abbiamo deciso di invecchiare il whisky in una botte vergine di acacia fatta dal legno di una pianta del lago.

La botte in acacia è una tradizione italiana impiegata già da molto tempo per vini e grappe, nel whisky era invece una novità assoluta. Il risultato è stato un single malt con note speziate inedite e piene di carattere. L’abbiamo anche sottoposto al concorso World Whiskies Awards dove ha ricevuto la medaglia d’argento.

Il nome di questa seconda etichetta è Sera e crediamo possa raccontare molto bene la nostra visione del whisky.”

La terza botte di Tivan è stata aperta da poco e racconta uno sguardo che dal Lago di Como si allarga alla Valtellina.

“Lago e Valle dialogano da sempre e noi abbiamo voluto riprendere questa confidenza e metterla in un whisky che abbiamo chiamato Rive.

In valle producono lo Sforzato, un vino fatto con uve Nebbiolo raccolte tardivamente e lasciate poi appassire, un vino importante per gradazione e carattere.

Abbiamo fatto fare al whisky tre anni e mezzo in una botte vergine di rovere e poi abbiamo concluso con un finish di qualche mese in una botte esausta di Sforzato. Il risultato è un distillato dai tratti vinosi ma rispettoso della sua natura di single malt.

Da qualche mese abbiamo anche inaugurato il nostro punto degustazione: Casa Tivan. L’abbiamo costruito sistemando un vecchio “crotto”, una delle tradizionali casupole di pietra impiegate dai contadini delle nostre zone. Qui mostriamo le vecchie botti e facciamo assaggiare i nostri prodotti. Siamo convinti che uno spazio discreto e familiare fosse il posto giusto per raccontare al meglio quello che stiamo facendo: realizzare qualcosa di autentico in un territorio che molto spesso indossa una maschera.”