THE AMERICAN DREAM: VALENTINO LONGO E LA FINALE DELLA SABATINI COCKTAIL COMPETITION

THE AMERICAN DREAM: VALENTINO LONGO E LA FINALE DELLA SABATINI COCKTAIL COMPETITION

Lunedì 8 e martedì 9 settembre, Cortona, provincia di Arezzo; qui si sta svolgendo la finale della sesta edizione della Sabatini Cocktail Competition; l’appuntamento annuale che il gin toscano dedica al bartending nazionale under 35.

Il tema di quest’anno è The American Dream: l’idea è quella di reinterpretare i grandi classici della mixology internazionale e dell’aperitivo italiano immaginandoli però oltreoceano.

L’immersione nella prospettiva trans-atlantica verrà sollecitata dalla presenza di Valentino Longo, comproprietario di ViceVersa a Miami, un cocktail bar con cucina a cavallo tra l’italian heritage e il lifestyle tipico di Miami. Un locale conviviale senza frastuoni e italiano senza rincorrere gli stereotipi; allineato con i valori che Sabatini Gin porta ogni giorno nei banconi di tutto il mondo.

Novità di quest’anno per la competizione di casa Sabatini è il premio in palio per il vincitore: uno stage a Miami nel locale di Longo.

Gli otto finalisti, le cui ricette sono state selezionate online durante l’estate, dovranno presentare due drink: uno a base di Sabatini Gin e uno analcolico con il Sabatini 0.0.

Abbiamo chiesto a Valentino di raccontarci questa collaborazione con Sabatini, di cosa significa essere ambasciatori dell’aperitivo italiano negli States e di cosa si aspetta di vedere in questa competizione.

“ViceVersa è nato dalla volontà di costruire uno spazio dove portare italianità autentica agli americani. La maggior parte dei cittadini statunitensi pensa che gli italiani siano come gli italo-americani del nord-est degli USA. Noi cerchiamo di comunicare la cura del dettaglio.”

Il locale di Valentino coniuga linee minimaliste con la ricerca e il rispetto degli ingredienti, sia in miscelazione sia in cucina.

“ViceVersa è un mix e la Florida doveva essere un elemento centrale del progetto. Le persone riconoscono un negroni, uno sbagliato o un americano. Riconoscono l’aperitivo italiano. Eppure volevamo fare qualcosa che fosse autentico e rispettoso del contesto, per questo lasciamo molto spazio a elementi locali come la frutta tropicale.

È importante capire che il tocco italiano non passa unicamente dalla riproposizione di uno standard rigido, può anche diventare un fatto di rispetto e custodia del contesto che lo accoglie.

Dalla competition con Sabatini mi aspetto che venga presentato qualcosa di autentico. L’american dream può esistere solo se siamo capaci di riconoscere qualcosa di vero e siamo capaci di presentarlo agli altri. Il vincitore dovrà prima di tutto capire sé stesso e cosa può offrire in un contesto estero. Un drink non è mai solo un fatto di ricetta e tecnica.”