Rapporto sulla ristorazione italiana

Ristorazione italiana 2025: numeri, trasformazioni e prospettive di un settore in evoluzione

Il Rapporto 2025 sulla Ristorazione Italiana, giunto alla tredicesima edizione, fotografa un settore che, pur tra difficoltà strutturali e un contesto economico incerto, continua a mostrare una sorprendente capacità di adattamento e trasformazione.

Nel 2024 si contano in Italia 327.850 imprese attive nei servizi di ristorazione: tra queste, 195.670 sono ristoranti o attività di ristorazione mobile, 127.667 sono bar, e 3.849 si occupano di catering, banqueting o ristorazione collettiva. Si tratta di una realtà economica vasta e articolata, presente capillarmente su tutto il territorio nazionale, con una componente imprenditoriale variegata, in cui spiccano le imprese femminili (il 28,8% del totale), quelle gestite da “under 35” (12,3%) e quelle guidate da titolari stranieri (14,5%).

Tuttavia, il dinamismo del settore va letto anche attraverso il dato preoccupante della mortalità imprenditoriale. Nel 2024 hanno chiuso i battenti ben 29.097 imprese, a fronte di sole 10.719 nuove aperture, con un saldo negativo di oltre 18.000 unità. Questo significa che, ogni giorno, circa 80 attività di ristorazione cessano la propria attività, e il turnover resta elevato: dopo cinque anni di vita, quasi la metà delle nuove imprese non sopravvive. Le chiusure colpiscono soprattutto il Nord Italia e riflettono la fatica strutturale del comparto a tenere il passo con i cambiamenti in atto.

Nonostante questo, il settore contribuisce in maniera significativa all’economia nazionale. Nel 2024, il valore aggiunto della ristorazione ha raggiunto 59,3 miliardi di euro a prezzi correnti, in crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente e del 6,3% rispetto al periodo pre-pandemia. Un dato che testimonia come, al netto delle difficoltà, la produzione del comparto abbia recuperato terreno e continui a generare ricchezza, anche grazie al turismo, alla ripresa dei consumi e a un rinnovato interesse verso l’esperienza del “mangiar fuori”.

Il Rapporto mostra anche una ristorazione che evolve: il 40% degli imprenditori ha investito nel rinnovo di locali e attrezzature, nella digitalizzazione o nella diversificazione dei servizi. Tuttavia, la sostenibilità economica resta una sfida: aumentano i costi operativi, cresce la difficoltà nel reperire personale qualificato e il clima di fiducia delle imprese, in netto calo rispetto al 2023, segnala un atteggiamento prudente rispetto al futuro.

Nonostante tutto, il settore continua a rappresentare uno spazio centrale nella vita sociale e culturale del Paese, un luogo di incontro, di identità e di innovazione. L’auspicio per il 2025 è che l’intero sistema – dalle istituzioni alle imprese – possa lavorare insieme per rafforzarne la resilienza e valorizzarne il potenziale, mettendo al centro le persone, le competenze e il legame con il territorio.