Il rum ha fatto il giro del mondo

Ero a bordo di una jeep nella calda Martinica. Dopo essermi assopito brevemente scorsi un'immensa distesa di canne. Il mio autista mi stregò con un racconto sul prodotto più lussuoso ed amato che deriva dalla canna da zucchero, il Rum. Un sorso di coraggio liquido prima di assaltare il veliero nemico, un assaggio di delizia dal colore ambrato per interrompere il blocco dello scrittore.

Il Rum è da sempre uno dei distillati che affascina celebrità e comuni mortali, così pregiato da essere usato come moneta di scambio ai tempi del colonialismo. Grazie a pirati e commercianti il ​​Rum ha fatto il giro del mondo, dando il via ad una svariata serie di tradizioni e metodi di produzione. I paesi ispanici come Cuba, Porto Rico e Panama utilizzano alambicchi continui a piatti e la materia prima è un prodotto ottenuto dalla melassa fermentata con lieviti selezionati.

Massimo esponente di questa categoria è il Rum Cubano che avrete sicuramente provato in cocktail classici come il Mojito. Un altro metodo di produzione è quello del Rum inglese distillato in alambicchi discontinui, detti pot still, come nella tradizione scozzese: tra questi rum possiamo annoverare i giamaicani, ma anche RUM provenienti da Antigua o Santa Lucia, comunemente usati per cocktail come il Mai Tai. Negli ultimi anni si è affermata con successo la categoria dei rum agricoli di chiara tradizione francese: prodotti per lo più nelle Antille francesi dal puro succo di canna detto visou, sono distillati artigianalmente in alambicchi a colonna continua e si fanno apprezzare per la loro autenticità anche nelle serate più calde sotto il cielo stellato dei caraibi, magari miscelati in un Ti Punch.

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