La nuova onda del rum siciliano

Sicilia sud orientale. Hugo, Annalisa e Alex si sono affidati all’energia di un Isola le cui potenzialità sono ancora da disvelare, sotto molti punti di vista. L’odore del rum ha ripreso a diffondersi, e con esso l’idea che l’Italia possa riscrivere la storia di questo prodotto. Coltivano 3 ettari di canna da zucchero, estraggono il succo e fermentano in distilleria,con il mediterraneo a fare da sfondo azzurro. Suona molto bene. Difficoltà nel percorso tante, ma la sfida vale il risultato atteso.

Nel gennaio 2021, insieme al suo amico Alex  ingegnere di Barcellona e Annalisa, modicana appassionata di Gin artigianali, Hugo Gallardo (anche lui galiziano), lascia Milano e il suo posto da direttore creativo nel mondo della pubblicità per raccontare una storia nuova: Alma, la distilleria, ma anche  il nome di una bambina, figlia di Hugo e Anna. Da un primo progetto nelle Filippine, si cambia rotta e si approda in Sicilia.

Libertà

Fuori dai disciplinari strict del mondo del rum classico, qui si può fare tanto, sperimentare con i varietali (gialla e viola in questo caso), con il lavoro in campagna e l’invecchiamento.Le piante, riscaldamento globale a parte, amano il clima mediterraneo, e subiscono tanti sbalzi termini stagionali; questo rende l’affinamento in legno molto interessante. Tocca assaggiare per capire. Così vengono fuori cose inedite, il Rum Mater, nelle sue diverse identità, ma anche il Mater London Dry Gin non scherza, per unicità: dal succo delle loro canne cucinano la Panela, un miele denso, che aggiunge sentori al gin, insieme a una serie di botaniche prettamente locali.

La terra, il cuore di Mater

Una collina dolce che scende verso il mare, costantemente toccata dalla brezza, con l’Etna che guarda da lontano; il suolo è ideale, calcareo e dolomitico. Modica diventa subito il “place to be”. In effetti c’è un legame con il passato, un linea sottile che li unisce alla storia: la coltivazione della canna da zucchero, un portato arabo-sicilianao del VII secolo dc, poi scomparsa nel 1500 dalla Sicilia, quando i prodotti coloniali prendono il sopravvento. 

Produttori e Distillatori, from farm to glass

Piantano, vedono crescere le canne, le raccolgono manualmente e ne estraggono il succo dolce erbaceo da un piccolo mulino senza diluizione. il succo viene ammostato in distilleria e fermentato con lieviti enologici, per 72-96 ore, a temperatura controllata. Utilizzano alambicchi di rame, piccoli, potenti, con un potstill a bagnomaria da 600 litri e una colonna con quattro piatti. si affina in acciaio, ma si sperimenta anche con il legno. il rum siciliano è nato, e porta un nome femminile “Mater”, che ci ricorda la terra, madre potente, che nutre e crea. 

Se la storia dell’industria dello zucchero siciliano è finita, quella del rum, sembra destinata a un finale molto diverso.