L’ottantatreesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si concluderà il 12 settembre e noi siamo qui per dirvi dove andare a bere (o mangiare) qualcosa di buono tra una proiezione e l’altra. Al Lido, lontano quanto basta dal rumore di fondo di fotografi e red carpet, c’è Quintana.
Giacomo Diamante e Carlo Scalzotto hanno recuperato il “bar all’italiana” degli anni Settanta per riportarlo nel presente. Non un’operazione nostalgica, piuttosto la costruzione di un luogo riconoscibile, fatto di musica, atmosfera e gesti familiari. “Volevamo ridare alle persone degli spazi fruibili, semplici e riconoscibili, posti dove sentirsi a proprio agio”, racconta Diamante.
Il primo Quintana è nato a Vicenza, poi sono arrivati Schio, il Lido e Padova. In Laguna Quintana ha trovato ospitalitànella splendida cornice dell’Hotel Des Bains, costruendo una proposta che dialoga con Venezia attraverso un’idea precisa di savoir-fair italiano: quello che Diamante definisce un “vestito nazionalpopolare per una proposta internazionale”.
Il bar italiano, visto dall’estero, è già un immaginario: è domestico ma raffinato, fatto di legno, di linee curve e di banconi importanti. Un’estetica capace di addolcire il caffè dopo pranzo al cliente locale e trasportare il visitatore internazionale tra le scenografie di un grande film italiano del passato.
La mano e lo sguardo dietro gli interni sono dello stesso Giacomo che costruisce ogni locale attraverso il recupero di elementi di design e pezzi originali coevi alla forma del bar. I jukebox, le brocche di Guzzini disegnate da Furio Minuti, le lampade di Toni Zuccheri. Il cromato e il legno, le linee curve che si intrecciano con geometrie più rigide, gli specchi.
Quintana comincia dalla colazione, l’alta caffetteria è parte essenziale nella visione del bar, con una macchina Faema e61 restaurata e capace di proporre estrazioni millimetriche caffè dopo caffè; storia in tazzina. Per il cibo vengono invece proposti grandi classici internazionali come il toast con salsa rosa, la Caesar salad e la tartare.
L’aperitivo, prima di pranzo e prima di cena, riceve un’attenzione particolare. Bitter & soda, Negroni, Americani. La ricerca sull’amaricante sfiora l’ossessione. La lista dei signature cocktail cambia ogni tre mesi. Taralli, olive e stuzzichini, tutti rigorosamente fatti in casa, chiudono il cerchio per un locale che ha saputo davvero interpretare un momento di consumo quotidiano e iconico come l’aperitivo.
Cose riconoscibili, ma rimesse a fuoco. “Cerchiamo sempre di comunicare con codici comprensibili per il cliente”, spiega Giacomo. “Il lavoro dietro le quinte può essere complesso, ma quello che arriva nel bicchiere deve restare immediato”.
Durante la Mostra, Quintana presenta un appuntamento diverso ogni sera, con dj set e collaborazioni con importanti brand e produttori. Un motivo in più per restare al Lido anche dopo l’ultima proiezione.
L’idea dietro Quintana è tutta qui: non si desidera reinventare l’Italia né, tantomeno, diventare un’enclave passatista. Quintana è un bar che ricorda quanto il nostro modo di fare, se fedele a se stesso, sia ancora contemporaneo e di respiro internazionale.