Il Cocoricò di Riccione è diventato (anche) un museo

“Tutta la musica è cultura e tutta la musica è arte”.

Mike Pagliarulo è il curatore del MUDI, il museo discoteca inaugurato lo scorso 19 maggio al Cocoricò di Riccione e queste sono le parole che ha scelto per spiegarci come uno spazio dove si balla e si ascolta la musica sia perfetto per ospitare arte. 

Cocorico nasce nel 1989 sulle colline dietro Riccione e a costruirne l’inconfondibile immagine è stata la rivoluzionaria direzione artistica di Francesco Tavella (1993-2006). Nel corso degli anni Cocoricò diventerà il locale simbolo della scena prima dance, poi house e poi techno in Italia. 

Chiuso nel 2019 dopo numerosi contenziosi con il fisco e con l’autorità giudiziaria il Cocoricò riapre il 27 novembre 2021 con proprietà e management rinnovati, MUDI è parte di questo processo.

Oggi sotto la piramide di Riccione c’è un museo di arte contemporanea ma sono serviti due anni di lavoro e dialogo tra il “Cocco” e l’agenzia Unfollow per costruire insieme lo spazio e trovare il modo per dargli contesto e sostenibilità.

Il locale di Riccione ha fatto dell’inclusione e dell’abbattimento di dogmi e preconcetti una delle sue cifre fondanti fin dal 1989. L’inedita esperienza museale continua a raccontare questa vocazione: installazioni interattive, spettacoli immersivi, performing art.

Rumore, corpi e luce. 

Domenica 19 maggio l’ingresso all’inaugurazione è stato gratuito e riservato a soli e sole maggiorenni. Ci sono state le performance sensoriali di Filippo Sorcinelli accompagnate dal collettivo capitolino Salò; la proiezione di “Cocoricò Tapes”, documentario di Francesco Tavella; la live poster art di Sara Leghissa e tante altre forme di espressione. 

Ventinove opere notturne ispirate alla vita che trova spazio nel buio sono la prima selezione di MUDI, il museo vuole contribuire a rimettere al centro la sperimentazione nel mondo della notte mescolando materiale d’archivio con arte digitale e performativa, il tutto nel rifiuto di un pubblico specifico. 

L’ibrido è questo: il dialogo spontaneo quanto non formalizzato tra vita notturna e dimensione artistico-museale. La sfida sarà lasciare lo spazio perché nuove forme di fruizione dell’arte e del divertimento possano convivere. 

Opere di: Abraxass, Collettivo Cesura (Luca Santese, Marco Paolo Valli), David Pompili, Fabio Weik, Filippo Sorcinelli, Isabella Nardon, Jacopo Noera, Ka$ap Rocky, Laura Tura, Nic Paranoia, Riffblast, Rocco Trussoni, Sara Leghissa, Sara Scanderebech e Unfollow.

Alcune delle opere esposte sono in vendita con l’idea di destinare gli incassi all’acquisto di nuovi lavori e rendere la proposta di MUDI sempre vitale e cangiante.