REDENTORE 2025, “CROCODILES IN VENICE” E L’ISOLA DI SAN SERVOLO
Una cosa sospesa non tocca terra, dondola, oscilla o galleggia. Un frutto ancora attaccato al suo ramo e la schiuma di un cappuccino sono cose sospese; una città costruita sull’acqua è una città sospesa.
La prima volta che vedi Venezia si sospende anche l’incredulità. Lo scetticismo viene messo in pausa e, senza troppe domande, accetti che le strade siano fatte di mare e che tutti si spostino a piedi o in barca.
Venezia è un luogo in bilico tra il reale e l’onirico, ma in alcune giornate la città scivola verso il metafisico: la Festa del Redentore rientra tra questi momenti.
La ricorrenza nasce nel sedicesimo secolo, come festeggiamento per la fine dell’epidemia di peste che ha colpito la città dal 1575 al 1577. Si festeggia la terza domenica di luglio ma preparativi e clima sono già in moto dai giorni prima.
Sacro e profano, il Redentore armonizza nel suo fine settimana queste due pulsioni umane apparentemente in contraddizione tra loro; processioni e cerimonie religiose dividono le strade della città con bacari e osterie dove poter bere fino a tardi. Locals, universitari fuori sede e turisti, nonostante l’indifferenza reciproca che si riservano di solito, si incontrano per bere in strada, anzi, in calle.
Un ponte galleggiante lungo trecento metri viene montato per l’occasione tra Zattere e l’Isola della Giudecca, su questo cammina la processione verso la Chiesa del Redentore, dove il Patriarca di Venezia officerà cerimonie e funzioni come ogni anno.
Enormi fuochi d’artificio e regate storiche. Anche il famoso concerto sul palco galleggiante dei Pink Floyd del 1989 si è svolto durante il Redentore.
Un collettivo di persone però ha iniziato da qualche anno ad allargare lo spettro degli eventi veneziani che si svolgono nella cornice della Festa, si chiamano “Crocodiles in Venice”.
Organizzano su e giù per la laguna feste durante tutta l’estate e per il redentore di quest’anno sono stati sull’isola di San Servolo. Hanno pianificato spostamenti, aperitivi e musica dal tramonto all’alba.
Molte cose buone da bere e altrettante da mangiare (grande realness lagunare con bigoli in salsa e sarde in saor).
In line-up si sono alternati: Tiga, Spiller, Simone de Kunovich, Pancratio, Massimo Santi e Coletrickle con una proposta che ha spaziato dall’electro house alla disco italiana e balearica.
Se c’è una cosa che viene bene a Venezia è l’aperitivo al tramonto, quando il sole è sospeso sull’acqua. Quello andato in scena sabato scorso a San Servolo potrebbe essere stato uno dei migliori dell’estate.