COSA SONO DAVVERO I SUPER BOURBON

FOLLE SELEZIONE NELLE BOTTI, EDIZIONI MILLESIMATE E INVECCHIAMENTI ESTREMI: COSA SONO DAVVERO I SUPER BOURBON

Il bourbon è un distillato complesso e pieno di angoli diversi da cui poterlo osservare, mentre negli Stati Uniti questa sua complessità viene percepita e valorizzata, in Europa molte delle sfumature di questo prodotto restano ancora nascoste.

Cosa sono i super bourbon? E perché possono essere un ponte efficace per raggiungere una conoscenza piena su questo distillato del mais.

Prima di tutto va detto che non esiste una definizione ufficiale di super bourbon. Un bourbon diventa “super” quando alla distilleria viene riconosciuta la capacità di produrre qualità senza compromessi lungo tutto il processo: ingredienti, botti, distillazione e invecchiamento.

Un paio di esempi possono essere d’aiuto:

PAPPY VAN WINKLE

Julian “Pappy” Van Winkle, nasce nel 1893 in Kentucky da una famiglia di origini olandesi e inizia fin da piccolo a lavorare nella distillazione. Cerca partite di bourbon, viaggia per distillerie e studia il mestiere. Rileva una piccola distilleria e attraversa i difficili anni del proibizionismo americano grazie ad una licenza per poter continuare a produrre ridotte quantità di bourbon per scopi “medicinali”.

Cosa ha fatto Van Winkle per sopravvivere a proibizionismo e mode? Semplice: non ha accettato compromessi, non è mai diventato un’industria.

Materie prime selezionate, attenta fermentazione e distillazione in alambicchi pot still a fiamma diretta. Niente chimica invasiva.

A tutto questo va sommato il tempo: raramente le distillerie propongono prodotti con più di dieci anni di affinamento, Pappy Van Winkle ha avuto per anni linee con più di vent’anni di riposo.

Nel 2002 il marchio viene ceduto alla Buffalo Trace, una delle maggiori company americane di whisky che, pur continuando ad assicurare un altissimo standard qualitativo, ha posto un prima e un dopo nella storia di questo prodotto. Inutile dire che le bottiglie precedenti il 2002 sono diventate un culto per collezionisti e hanno raggiunto prezzi da capogiro.

BLANTON’S

Nel 1984 viene chiesto a Elmer T. Lee, il mastro distillatore di Blanton’s, di creare una linea premium di boubon. Elmer ha allora ricordato l’inizio del suo percorso nella distilleria, ha ricordato quello che il Colonnello Albert B. Blanton, presidente della distilleria fino al 1952, faceva per coccolare familiari e ospiti importanti. Sceglieva le botti migliori e imbottigliava “single barrel”.

Elmer, appena un anno prima della sua pensione, decide di andare in questa direzione. Nasce il “Blanton’s Single Barrel”, la prima vera e propria produzione del Kentucky di bourbon premium senza assemblaggio né taglio, quello che sta nella botte è quello che trovi nella bottiglia.

Oggi Blanton’s produce bourbon single barrel leggendari come il Blanton’s Original Single Barrel, il Blanton’s Gold Edition e il Blanton’s Straight From the Barrel. Vere e proprie pietre miliari per la comprensione di passato, presente e futuro del distillato.

I super bourbon non sono il futuro “di lusso” del whiskey americano, ma il suo lato più consapevole. Sono una fotografia che racconta la storia del Kentucky e del suo sviluppo industriale e agricolo. Meno volumi a favore di scelte più radicali: botti selezionate, gradazioni libere e identità chiare. Non sono bottiglie per tutti, ma segnali forti di dove va il bourbon quando smette di seguire la corrente e le logiche di produzione più main stream.